🔥 IL MONTE AMIATA, LA NOSTRA MONTAGNA SACRA
Il Monte Amiata non è solo una montagna. È un luogo dell’anima.
Fu Montagna Sacra per gli Etruschi, rifugio e risorsa per i Romani — attratti dalle sue acque termali — e teatro di grandi trasformazioni durante la dominazione longobarda. Da allora, secoli di storia hanno lasciato tracce profonde in questo territorio potente e silenzioso.
Ancora oggi, simboli come l’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata e la preziosa Bibbia Amiatina raccontano un passato fatto di spiritualità, sapere e potere. Castelli, eremi e pievi punteggiano il paesaggio come sentinelle del tempo, testimoni di un’epoca in cui l’Amiata fu terra contesa tra grandi dinastie: dai monaci benedettini agli Aldobrandeschi, fino alla Repubblica di Siena, ai Medici di Firenze e agli Sforza di Milano. Tutti hanno lasciato un segno, una pietra, una storia.
Eppure, questa non è mai stata solo una terra di conquiste.
Gli statuti concessi ai fieri popoli amiatini valorizzarono colture fondamentali come l’olivo e il castagno, grazie alle quali, anche nei periodi più duri, la fame fu spesso tenuta lontana. Più tardi arrivò l’epopea mineraria: oltre un secolo di lavoro, sacrificio e identità collettiva, oggi custoditi nei Musei della Miniera, memoria viva di una montagna che ha saputo reinventarsi.
In epoca moderna, l’aura di sacralità dell’Amiata si è rinnovata attraverso figure e presenze fuori dal comune. Da David Lazzaretti, il “Cristo dell’Amiata”, fino alla nascita della Comunità Tibetana di Merigar negli anni ’80: un incontro sorprendente tra Oriente e Occidente, tra meditazione e natura. Anche l’artista Daniel Spoerri ha scelto queste pendici per dare vita al suo straordinario Giardino di Daniel Spoerri, dove l’arte dialoga con il bosco e il paesaggio diventa parte dell’opera.
Infine, c’è la cultura del cibo — autentica, concreta, profondamente legata alla terra. Vino, olio, castagne, funghi, formaggi, prodotti da forno: sapori che raccontano una civiltà forgiata dall’incontro continuo tra il lavoro dell’uomo e una natura tanto generosa quanto severa.
Il Monte Amiata è tutto questo:
un mosaico di storia, spiritualità, arte e tradizioni popolari.
Un luogo da attraversare con lentezza, da ascoltare, da vivere.
Una montagna che non si limita a farsi visitare — ma che lascia il segno.